Territorio

La rete dell’accoglienza passa anche per Carolei. Arriva il “sì” allo SPRAR

La Calabria si dimostra Regione solidale e accogliente, lo dimostra il protocollo d’intesa firmato ieri a Villaggio Mancuso, in Sila, promosso dall’Anci e suggellato dalla presenza del Ministro Minniti. L’accordo mette in luce come metà dei comuni calabresi ha deciso di condividere il progetto SPRAR; nella fattispecie sono 194 i comuni che hanno aderito, 140 di questi hanno già in modo ufficiale deliberato a favore del protocollo d’intesa.

Tra i comuni che hanno sposato il progetto anche quello di Carolei, che proprio qualche giorno fa (16 ottobre 2017, leggi qui) ha approvato in giunta il protocollo tra Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria e Anci, dimostrando così una bella prova di maturità.

Con l’avvento dello SPRAR di fatto si cerca di fornire un sistema alternativo e in grado di superare i grandi centri di accoglienza puntando sull’ospitalità diffusa, lo SPRAR di Carolei sarà quindi un sistema alternativo ai due Centri di Accoglienza Straordinaria attualmente presenti sul territorio (leggi qui il nostro approfondimento). Per la realizzazione dei servizi indicati dal DM 10/08/2016 l’Amministrazione comunale potrà avvalersi di uno o più enti attuatori, selezionati attraverso procedure espletate nel rispetto della normativa di riferimento. Sarà altresì necessario definire un progetto e caricarlo, in tempi brevi, sull’apposita piattaforma predisposta dal Dipartimento Libertà civili e Immigrazione.

 

Chi può gestire uno SPRAR

Il nostro comune sarà ora chiamato a individuare un ente pubblico tramite avviso pubblico di una manifestazione di interesse. Così come prevede il decreto ministeriale, i soggetti attuatori dovranno allegare alla manifestazione di interesse una proposta progettuale analitica, corredata dal piano finanziario preventivo dell’intero progetto, che assicuri l’erogazione dei servizi indicati nelle linee guida di cui al Decreto Ministeriale. Come sancito dallo stesso DM del 10 agosto 2016 all’art. 21, comma 2, “Gli enti attuatori devono possedere una pluriennale e consecutiva esperienza nella presa in carico di richiedenti/titolari di protezione internazionale, comprovata da attività e servizi in essere…”. L’art. 89 del d.lgs. 50/2016 (Codice contratti pubblici) prevede che l’operatore economico può soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale di cui all’articolo 83, comma 1, lettere b) e c), necessari per partecipare ad una procedura di gara (con esclusione dei requisiti generali di cui all’articolo 80), nonché il possesso dei requisiti di qualificazione di cui all’articolo 84, avvalendosi delle capacità di altri soggetti, a prescindere dal la natura giuridica dei suoi legami con questi ultimi. Gli enti attuatori possono anche essere consorzi di cooperative purché rispondano ai requisiti di cui all’art. 45 (oltre a possedere quelli previsti dal DM 10/08/2016).

 

Cosa offre lo SPRAR

Lo SPRAR completa l’accoglienza mettendo in campo prestazioni volte all’inserimento socio-economico degli ospiti. Il migrante viene accolto fornendo allo stesso una serie di strumenti in grado di renderlo autonomo (borse lavoro, partecipazione a progetti multidisciplinari, corsi di apprendimento, tirocini formativi). Il nostro Comune, così come tutti gli altri che hanno partecipato l’idea dello SPRAR, potrà così beneficiare delle competenze professionali, sociali e culturali dell’ospite; il migrante diventa così un elemento attivo e partecipe del nostro paese, che non dovrà più patire passivamente il fenomeno dell’immigrazione, ma potrà gestirlo e trarne profitto sociale.